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IL BULLISMO E’ UN DISAGIO DEL NOSTRO TEMPO

IL BULLISMO E’ UNA GRAVE PIAGA CHE AFFLIGE I RAGAZZI, SIANO ESSI VITTIME CHE PERSECUTORI SPESSO GENITORI ED EDUCATORI SONO ALL’OSCURO DI CIO’ CHE ACCADE

Un recente episodio di bullismo, a Pordenone, ha riportato agli onori della cronaca questo triste fenomeno.
Il bullismo, spesso, si manifesta in ambienti scolastici con comportamenti violenti sia fisici che psicologici.

Con l’avvento delle nuove tecnologie e della rete, c’è, inoltre, la diffusione del cyber bullismo, purtroppo più raffinato. Questi strumenti favoriscono l’anonimato e diventa molto più difficile individuare il molestatore.
E’ possibile, però, fare una denuncia alle forze dell’ordine, le quali avvieranno un’indagine.

Una piaga sociale che fa solo vittime; il perseguitato si sente inadeguato e impotente, il molestatore singolo o in branco, consapevoli o no di ciò che fanno, prima o poi saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni alle istituzioni o, peggio, alle forze dell’ordine.
Infine le vittime del bullismo sono anche le famiglie, entrambe le famiglie. Spesso completamente ignare del comportamento dei figli. Quando vengono a conoscenza della situazione, probabilmente, è troppo tardi.

COME COMPRENDERE SE NOSTRO FIGLIO E’ UNA VITTIMA DEL BULLISMO?

Un calo del rendimento scolastico può essere un primo campanello d’allarme, associato, magari, alle sempre più pressanti scuse per non andare a scuola, chiusura in se stessi, tristezza ingiustificata, stati d’animo deprimenti.
Questi segnali, col tempo, diventano più evidenti, quasi una trasformazione del carattere, si fa fatica a riconoscere il proprio figlio.
E’ chiaro che, se i cambiamenti descritti prima, si manifestano solo per un breve periodo di tempo, non ci si deve allarmare, potrebbero esserci stati dei normali litigi tra coetanei.
In questo caso, in età scolare, i nostri figli devono essere in grado di gestire i rapporti, di riappacificarsi e di passarci sopra.

SE SI TRATTA DI BULLISMO COSA FARE?

Il dialogo in famiglia fa miracoli, senza mettere pressione o ansie. Il dialogo non è da intendersi come una confessione in piena regola, può essere fatto di silenzi, di abbracci e carezze, di gesti di cortesia.
I figli devono “sentire” la vicinanza e la presenza costante dei genitori, in un contesto di calma e tranquillità, senza nessuna forzatura.
Questa è la strada da percorrere, quando sarà pronto ne parlerà spontaneamente. Non sarebbe da stupirsi se, già in questo primo inizio di approccio al problema, si vedano i primi risultati postivi.
Inoltre, i genitori devono affidarsi e fidarsi delle istituzioni, in primis la scuola, chiedendo consiglio agli insegnanti, i casi non sono tutti uguali, servono strategie diverse.

In molte scuole vengono organizzati degli eventi nei quali interviene la Polizia di Stato, poliziotti in uniforme tengono una lezione sul bullismo. Cliccando qui puoi navigare sul sito dei ragazzi della Polizia di Stato, c’è un numero verde del Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito della campagna “smonta il bullo”.

IL BULLISMO E’ UN DISAGIO DEL NOSTRO TEMPO

Quando noi genitori ci troviamo a dover combattere contro atti di bullismo, sia che i nostri figli siano vittime o persecutori, dobbiamo interrogarci su come stiamo agendo. La famiglia dovrebbe essere la cura dei mali della società, la quale, per nostra fortuna, ha molte cose che funzionano bene.
Quando parliamo di società non dobbiamo dimenticare che è formata da individui che vivono in famiglie.

Nel prossimo articolo parleremo delle maschere di Carnevale. Da comprare o da fare in casa? Conosciamo la storia del Carnevale da condividere con i nostri figli?

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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