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come affrontare il secondo quadrimestre

TUTTI HANNO RICEVUTO LA PAGELLA CHE SIA ANDATA BENE O MALE, C’E’ TUTTO IL TEMPO, NEL SECONDO QUADRIMESTRE, PER MIGLIORARE O  MANTENERE I RISULTATI OTTENUTI

In tutte le famiglie sono arrivate le pagelle con i voti del primo quadrimestre.
Se avete letto i miei precedenti articoli  riguardanti la scuola, saprete che il mio consiglio è niente drammi, meglio discuterne in famiglia, soprattutto in caso di una pagella con delle insufficienze.

I rimproveri ci possono stare, ma, se pensiamo di andare oltre, dobbiamo ricordarci che stiamo aggiungendo dei problemi e ulteriori tensioni nella vita dei nostri figli.
Nel secondo quadrimestre dovranno spendere le loro energie per recuperare o migliorare delle materie, oppure per mantenere i buoni risultati già raggiunti.
Aggiungere altri ostacoli al loro difficile e complicato percorso, significherebbe renderlo ancora più arduo.

COSA FARE PER MIGLIORARE NEL SECONDO QUADRIMESTRE?

Riuscire, nonostante tutto, a mantenere un clima disteso e sereno in famiglia, aumenta le possibilità di successo nel secondo quadrimestre.
Questo però non basta, ci vogliono delle strategie diverse da quelle messe in pratica nella prima parte dell’anno.
Il punto di partenza è proprio il momento della consegna delle pagelle, l’insegnante preposto dovrebbe dare già delle linee guida d’ intervento, consigli da mettere in pratica da subito.
Poi, nello specifico di ogni materia, è il colloquio tra genitori e insegnante che da ulteriori strumenti per poter agire al meglio e migliorare i voti nel secondo quadrimestre.

Le ripetizioni dovrebbero essere consigliate proprio dall’insegnante specifico della materia in questione, ma non devono diventare un abuso.
Lo scopo è di rimettere in carreggiata l’alunno, non fargli da tutor per un lungo periodo di tempo. Non deve passare l’idea di aver bisogno, costantemente, di aiuto perché incapaci di studiare e incapaci di capire da soli.
Noi genitori dobbiamo monitorare costantemente la situazione, non essere invadenti, ma sempre presenti.
Con garbo, con complicità, usando un linguaggio costruttivo, non distruttivo, meglio se al plurale.
Vediamo come agire e venirne a capo”, una frase del genere non coinvolge solo il figlio, ma tutta la famiglia, cane compreso, se c’è.
E’ comprensibile che il figlio, in questo modo, si senta capito, seguito ed aiutato, piuttosto che in lotta con i genitori o con i professori e la scuola.

“Chi non ha mai commesso un errore non ha mai sperimentato nulla di nuovo.”
(Albert Einstein)

Il secondo quadrimestre  può essere un’opportunità per migliorare gli errori commessi nel primo, prendendosi le proprie responsabilità senza flagellarsi, attingendo dalle nostre esperienze e risorse.
La famiglia è una di queste risorse.

Nel prossimo articolo parleremo della merenda, sia a casa che a scuola.
Un frutto, una merendina confezionata o un panino?
Non è facile riuscire ad equilibrare l’alimentazione dei nostri figli.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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