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COME PERDERE LE CATTIVE ABITUDINI

DISORDINE, CENARE DAVANTI LA TV, MANGIARSI LE UNGHIE, ASCOLTARE MUSICA A TUTTO VOLUME DISTURBANDO,ARRENDERSI O LOTTARE CON LE CATTIVE ABITUDINI?

Iniziamo con un super parolone: epigenetica.
I ricercatori dell’università di Adelaide sostengono che le cattive abitudini non solo possono essere apprese, ma possono essere ereditate con il Dna, vedi articolo a questo link.

ALLARME ROSSO!!

Nessun dramma, non carichiamoci di eccessive responsabilità e colpe. Fare il genitore è complicato, se ci facciamo influenzare eccessivamente da studi e dati, si rischia la paralisi, da intendersi come immobilismo per paura di sbagliare.
Bisogna ammettere che, riguardo le cattive abitudini nello studio sopracitato, c’è del vero. Ma un genitore imperfetto e felice ha la peculiarità di non lasciarsi intimorire,
anzi, si impegna ad usare a suo favore anche quelle che possono sembrare cattive notizie o situazioni frustranti, vedi articolo precedente sulla resilienza.

CATTIVE ABITUDINI ED ESEMPIO

“Un grammo di buon esempio vale più di un quintale di parole.”
San Francesco di Sales

Ci risiamo, la solita predica sull’esempio da dare ai figli, una costante spada di Damocle pendente sulla testa di ogni genitore.
È vero, ma c’è dell’altro, almeno per certe cattive abitudini.
Ma iniziamo con il fare un po’ di chiarezza, cosa intendiamo per cattive abitudini?
Se riteniamo che un determinato comportamento rientri nella categoria delle cattive abitudini, dovremo, come minimo, adottare un atteggiamento democratico,
non ci sono cattive abitudini divise per fascia d’età!
Mangiarsi le unghie non va bene ne’ per gli adulti ne’ per i più piccoli.

ATTENZIONE AI VIZI

Se mio figlio si mangia le unghie e io no, ma fumo, forse sarebbe meglio che imparassi da lui a mangiarmi  le unghie, soprattutto se sa leggere cosa c’è scritto sui pacchetti di sigarette.
Non c’è differenza tra vizi e cattive abitudini, ognuno ha i suoi punti di debolezza.
Educare è migliorare, perché, prima di educare, è meglio vivere esperienze uniche con i propri figli, migliorando sé stessi, cambiando per amore verso loro.
Questo è, secondo il mio parere, il modo migliore di educare. Ho vissuto e sto vivendo questo in prima persona, ottenendo risultati sia come padre che come uomo.

“Se vuoi capire una persona, non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento.”
Albert Einstein

NON SOLO CATTIVE ABITUDINI…

È comprensibile che, nelle dinamiche familiari, i genitori esausti richiamino i figli, può starci anche una bella predica o paternale, ma attenzione, spesso le cattive abitudini possono rispecchiare un disagio.
Rimproverare un bambino che si mangia le unghie quando sta vivendo la separazione tra mamma e papà è gettare benzina sul fuoco, è un esempio forte ed estremo ma rende bene l’idea.
Prima di intervenire con prediche, divieti o punizioni bisogna “indagare”, parlare e condividere, sono degli eccellenti metodi per conoscere più a fondo ciò che può turbare i nostri figli.
Ovviamente non è un processo immediato, ci vuole tempo ma, cercare le cause è la cura migliore, è un percorso che serve anche a noi genitori. Se riflettiamo su ciò che accade in famiglia avremo molte più risposte, anche su noi stessi, evitando momenti di tensione e inutili comprensioni.

Nel prossimo articolo son DOLORI, ebbene si, si ritorna sui banchi di scuola, le vacanze sono agli sgoccioli ed un nuovo anno di impegni è alle porte.
Le vacanze sono magiche ed entusiasmanti perché, prima, c’è stato del duro lavoro.
La scuola entra nelle vita delle famiglie in modo deciso, ma cerchiamo di agire perché la cosa sia costruttiva.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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