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COME COMUNICARE, IN MODO EFFICACE, CON I FIGLI

COMUNICHIAMO SEMPRE, ANCHE QUANDO SIAMO IN SILENZIO, POCHE VOLTE RIUSCIAMO  COMUNICARE CORRETTAMENTE.
IL RISULTATO SONO INCOMPRENSIONI E MOMENTI DI TENSIONE.

Comunichiamo costantemente, in ogni momento della nostra giornata comunichiamo qualcosa, con la voce, con gli sguardi, con le espressioni, con i movimenti del nostro corpo.
Possiamo asserire che è impossibile non comunicare, qualcosa arriva sempre ai nostri interlocutori, o a chi ci sta vicino.
Comunicare correttamente è complicato, non impossibile, ci vuole impegno per raggiungere un buon risultato. Ma qual è il risultato da prendere in considerazione per capire se abbiamo un corretto modo di comunicare?

LE RELAZIONI

Già, le relazioni ci dicono se siamo abili comunicatori o meno, sia con i nostri figli che con tutte le persone che frequentiamo.
Le relazioni sono il termometro della qualità della nostra comunicazione. Questo è un’importante punto d’inizio, un punto dal quale partite, su cui lavorare.
Quando, tra genitori e figli, ci sono dei problemi, delle incomprensioni, si tende a voler trovare un colpevole, una causa, chi, tra le due parti, ha la responsabilità!
In realtà, molto spesso, il problema non sono ne’ i genitori ne’ i figli, ma è la relazione il vero paziente da curare.
Se la relazione risente di una errata comunicazione, si può portare, alcune volte, ad un clima di tensione.
Le incomprensioni o litigi, per fortuna, non capitano così spesso, ma, quando ci sono, le paghiamo a caro prezzo, ce li portiamo dentro a lungo, rimuginiamo, per ore, ciò che è successo, soprattutto se crediamo di aver ragione. Basta poco per farci arrabbiare, ma ci vuole del tempo per far tornare il sorriso.
Il più delle volte è così!

ALLORA, COME COMUNICARE?

Per prima cosa evitiamo le contraddizioni, il nostro linguaggio verbale (contenuto) deve essere congruo con il linguaggio paraverbale (tono della voce, volume, velocità, timbro ecc…) e il non verbale (come ci muoviamo nello spazio).
La comunicazione è formata solo per il sette per cento dal linguaggio verbale, una minima parte, quindi, è molto importante essere ben allineati, cioè congrui nel comunicare con i nostri figli.
Per esempio, se vogliamo trasmettere tranquillità con le parole, ma il tono della nostra voce ha un volume elevato e ci muoviamo freneticamente nello spazio, ciò che otterremo sarà l’esatto contrario.
Inoltre, dobbiamo considerare un altro aspetto: nel nostro ruolo di genitori, preferiamo comandare o dialogare?
Forse, tendiamo a considerare i nostri figli esperti comunicatori, in realtà non possono avere abbastanza esperienza nell’arte della comunicazione.
Non prendete alla lettera ciò che dicono, potrebbe essere un malinteso.
Ricordiamoci che, più piccoli sono, più maldestri sono, tant’è che, in certe occasioni, ci fanno tenerezza.
In altre situazioni, dove c’è bisogno di più serietà, non è così scontato il fatto di riuscire a gestire la comunicazione, specialmente se siamo sopraffatti da sentimenti negativi quali la rabbia e la collera.
Per questo motivo dobbiamo sforzarci di comprendere certi atteggiamenti dei nostri figli, ricordandoci che siamo noi gli adulti, noi abbiamo l’esperienza e i mezzi per riuscire a gestire al meglio la comunicazione e la relazione.
Nel prossimo articolo parleremo di qual è il ruolo del genitore ora, cosa è cambiato in questi anni e come cambierà in futuro.
Sarà un articolo basato, prevalentemente, sulla mia esperienza personale, senza nessuna presunzione di essere un modello d’ispirazione, ma solo uno spunto per riflettere.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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