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Crisi Pianto

 

Vuoi essere in grado di gestire le urla disperate, i capricci e le crisi di pianto,
senza rischiare di sembrare incoerente nei confronti dei tuoi figli?

Quante volte mi è successo, come genitore, di avere delle difficoltà da superare. Nella mia vita non ho mai cercato di evitare i problemi, tanto meno di rinviarli, ma, spesso, come papà, mi sono trovato di fronte a delle situazioni che non riuscivo a gestire: mi riferisco ai capricci, specialmente quando sfociano in urla disperate e vere crisi di collera.
Sono Claudio De Cassan, un papà che si è messo a studiare per cercare di risolvere i problemi che ha incontrato una volta diventato genitore. In questo articolo ti parlo della mia storia e ti spiego come poter reagire ad alcune situazioni:

1) riconsiderare il proprio ruolo di genitore;
2) riconoscere i due principali tipi di caprici;
3) gestire i capricci affinché diventino un alleato.

I figli, per un genitore, sono il bene più grande, ma a volte questo smisurato amore entra in conflitto con la rabbia. Questa forte avversione nei loro confronti è un istinto primordiale da dover soffocare perché non degeneri in conflitti con esiti incontrollabili e imprevedibili.
“Torno a casa dopo una pesante giornata di lavoro, devo preparare la cena e mio figlio più piccolo inizia a urlare come un indemoniato, forse solo per farsi sentire. Risultato? Urlo e mi arrabbio anch’io. Troppo spesso, per un motivo o per l’ altro, finisce così!”
Già, noi genitori, come prima cosa, pensiamo di non meritare tutto questo, esigiamo tranquillità, armonia familiare, pretendiamo un comportamento adeguato e rispettoso, sempre.

Alzare la voce era diventata la norma, interpretare il ruolo di sceriffo, un’abitudine quotidiana, alla dolcezza rispondevo con dolcezza, all’allegria con allegria, ai capricci… con i capricci.
Ho capito, solo dopo aver letto e studiato libri specifici, che anch’io ero incline a fare i capricci.
Se tu fai i capricci e urli, allora urlo e mi arrabbio anch’io. Il messaggio che comunicavo era questo, senza volerlo certo.
Come posso rimproverare un comportamento sbagliato quando anch’io adotto lo stesso modo di agire?
La coerenza prima di tutto. Non si può predicare un comportamento e non metterlo in pratica, oppure metterlo in pratica solo quando lo riteniamo più opportuno.
Probabilmente è capitato anche a te, spesso tendiamo a darci delle piccole licenze.

Alcune volte è umano e comprensibile arrabbiarsi, secondo me, bisogna solo aggiustare il tiro. Anche i bambini hanno il diritto di arrabbiarsi, proprio come gli adulti?
Io dico di si! E aggiungo che, per inesperienza, lo fanno spesso in modo maldestro,
disorientando genitori ed educatori.

Se ci sforzassimo di rivedere in chiave un po’ comica, ma rispettosa, i loro capricci e le crisi di collera?
Dovremo avere, quasi, lo stesso atteggiamento che abbiamo in quei momenti in cui ci fanno tenerezza. Vi ricordate la prima volta che vi hanno aiutato a preparare la tavola?
Oppure la prima volta che vi hanno aiutato a lavare l’auto?
Incoraggiare qualcuno a fare una cosa è sempre saggio.
Funziona così anche per le emozioni più difficili da gestire, come i capricci più insistenti e i pianti più disperati.

Parliamo dei due principali tipi di capricci: il primo è quello più difficile dove a noi genitori sono richiesti molta forza di volontà e molto equilibrio. Il bambino sa quello che vuole e sa come ottenerlo, potrebbe smettere in qualsiasi momento ma esige qualcosa dall’adulto ed è determinato ad ottenerla, a qualsiasi costo.
Mai trattare è la soluzione, non cedere, togliere dei privilegi, se necessario, per farlo desistere dal suo comportamento nocivo per sé e per gli altri.
Si cerca di portarlo alla ragione con calma, anche in un secondo momento, quando è passata la fase più critica, con decisione ma in modo equilibrato, con un tono di voce calmo e rassicurante.

L’altro tipo di capriccio deriva da uno stato d’animo che il bambino non riesce a gestire: non riesce a controllare le sue emozioni. E’ probabile che non si senta all’altezza, che si senta inadeguato in una determinata situazione. E’ lui stesso una vittima di questa circostanza.
Serve consolarlo amorevolmente, anche quando si sarà calmato. Tenerlo tra le braccia: deve capire di essere capito e aiutato.
La linea dura è da evitare assolutamente.
E’ importante che i genitori siano sempre allineati, entrambi hanno il dovere di non screditare l’altro, per il bene dei figli.
Nel prossimo articolo ti spiego come vincere i sensi di colpa, come riuscire a cambiare lo stato d’animo nei momenti più duri, in modo da far crescere i figli più responsabili.

Ti prego di lasciarmi un tuo commento, ti invito inoltre a lasciarmi la tua e-mail così potrai ricevere, gratuitamente, le prime pagine del mio libro “Il bosco e le sue avventure”.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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