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ESSERE GENITORI OGGI! DIFFERENZE CON IL PASSATO

GENITORI DI OGGI E GENITORI DI IERI
IN UN MONDO IN COSTANTE CAMBIAMENTO, COME CAMBIA IL RUOLO DI NOI GENITORI?

Genitori  che   vivivono in un mondo in costante cambiamento, i ritmi, spesso, sono frenetici e vorticosi.
Noi genitori, con le nostre famiglie, siamo immersi in una realtà quotidiana che ci lascia poco spazio e tempo per vivere al meglio i rapporti umani e momenti esclusivi con i nostri cari.

Mai prima d’ora abbiamo avuto così poco tempo per fare così tanto.
(Franklin Delano Roosevelt)

Non è solo una questione di tempo, non riuscire a fare tutto quello che ci siamo prefissati, o almeno una parte, ma è una questione di qualità, si, proprio di qualità. Sono un’inguaribile ottimista, sono convinto che il nostro cambiamento avvenga sempre in positivo, la società cambia sempre in meglio.

Non facciamoci influenzare solo dalle brutte notizie di cronaca, oltre c’è molto di più, ma, purtroppo, passa inosservato. Cerchiamo di dedicare loro la giusta attenzione, non facciamoci distrarre troppo dal male e dal negativo, come se il bene fosse una “cosa” scontata.
Nel corso della mia vita ho imparato a cambiare atteggiamento, problemi e avversità ho iniziato a vederli e viverli come delle opportunità, delle sfide da affrontare, da vincere, per crescere, imparare ed educare.

Non voglio annoiarti con discorsi qualunquistici e inutili, però, permettermi di dirti che, da quando ho cambiato atteggiamento, la mia vita è cambiata.
E’ cambiata la qualità dei rapporti in famiglia e con gli altri, sono cambiati i risultati che ottengo.
Lo scopo di questo articolo è di condividere la mia esperienza, il mio punto di vista, come vivo il mio ruolo di papà, di genitore.

UN MODO DIVERSO DI EDUCARE

Da genitori, non possiamo negare che lo stile di vita dei nostri figli sia così diverso dal nostro, di quando eravamo bambini o ragazzi.
Tutto è cambiato e tutto continua a cambiare: la società, la scuola, il mondo del lavoro. Ora c’è internet, ci sono i social, ci sono milioni di informazioni a portata di click, è diventato tutto più veloce, anche la capacità di apprendere.
I nostri figli sono “nativi digitali,” noi, su questo aspetto, siamo la generazione di transizione, tra noi c’è chi è molto esperto e chi non sa nemmeno accendere un personal computer.
Tutti questi aspetti mi portano a pensare che il nostro ruolo di genitori deve essere un continuo evolversi, cioè pronti ad un costante cambiamento.
Rimanere intrappolati nel passato e continuare a vivere di vecchie ed obsolete abitudini, non ci agevola nel nostro ruolo, che è quello che aiuta i nostri figli a crescere e diventare autonomi.

Più volte, nei miei articoli, ho sottolineato che noi genitori siamo le figure di riferimento dei nostri figli, questo li porta ad imparare più dal nostro “fare” che dal nostro “dire.”
Noi adulti, vivendo direttamente nuove sfide ed esperienze, creiamo un modello a cui i nostri ragazzi possono ispirarsi.
Mi è capitato di dire: “il computer non fa per me,” navigavo un po’ in internet ma nulla di più, troppo complicato, meglio lasciar perdere.
Questo era un messaggio tipo che, qualche anno fa, trasmettevo, senza rendermene conto.
E se mia figlia mi avesse copiato? Se un giorno si fosse lasciata scappare una frase come: “la scuola e lo studio non fanno per me?”
Come l’avrei presa? Sarei stato contento? Sicuramente no, ma io le avevo trasmesso questo modello.

CAMBIARE SI PUO’! ANZI SI DEVE!

Una volta capito questo, ho agito per cambiare, per capirne di più, non solo su computer e rete.
Mi sono cimentato a scrivere un libro, all’inizio non sapevo come fare ma, sono partito.
Strada facendo ho trovato gli strumenti per migliorare, molte persone mi hanno dato una mano e, alla fine, il libro è uscito. Non è un vanto, ho fatto molta fatica, ma, non ho mollato.
Da un certo punto in poi, non ho più parlato con mia figlia dei vari problemi e di come risolverli, ma le ho fatto vedere come affrontarli e superarli.

I problemi e le paure si risolvono tutti allo stesso modo, qualsiasi essi siano.
Non si evitano, non si cercano scorciatoie, ci si prepara, li si affronta, si chiede aiuto e si superano.
Può volerci più tempo del previsto o più tentativi, si cade e ci si rialza, non è un male cadere e ricadere, il male è non rialzarsi.
Questo è il mio modo di educare, è perfetto?
No, ci mancherebbe, deve essere efficace, cioè portare felicità a me e alla mia famiglia.

Nel prossimo articolo parleremo del gioco, quando papà e mamma giocano con i figli. I momenti sono i più disparati: la sera, nel weekend o durante le vacanze.
Deve essere vissuto profondamente come un piacere, non come un obbligo.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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