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Work and family in balances

 

Nessuna utopia, solo buonsenso e buona volontà per riuscire ad ottenere un perfetto equilibrio tra impegni lavorativi e famiglia.
L’opportunità di dover conciliare famiglia e lavoro riguarda entrambi i genitori, seppur con aspetti leggermente diversi.

Per la mamma inizia molto presto. Il rientro nel mondo del lavoro, dopo la maternità, crea spesso un conflitto interno che genera dei sensi di colpa, prosegue in età prescolare, in età scolare e oltre.
Non discuto ora dei sensi di colpa, argomento trattato in un precedente articolo.
Premetto che mai e poi mai un figlio, che sia piccolo o più grande, si disaffezioni alla propria mamma per affezionarsi alla babysitter piuttosto che ai nonni, agli zii o altro.

Mantenere la famiglia e il lavoro in perfetto equilibrio, a volte, crea qualche piccolo problema e incomprensione.
Io li chiamo “capricci da rientro serale”.
La mamma torna stanca, sicura di potersi finalmente rilassare, anche se c’è dell’altro “lavoro” da fare prima di coricarsi, ma la sua creatura le riserva un trattamento tutt’altro che amorevole.

E’ difficile fermarsi a pensare su come doversi comportare in quei momenti, spesso prevale la stanchezza.

I figli agiscono così perché vorrebbero avere la mamma sempre vicino, continuamente a loro disposizione, famiglia – lavoro non fa parte del loro vocabolario.
Amano la loro mamma alla follia, non realizzano che va a lavorare anche per il loro bene, se la pensassero diversamente non sarebbero più bambini.
E’ un errore che ho fatto io, a suo tempo, quando mia figlia era più piccola. Era inutile spiegare le basi dell’economia familiare a una bambina delle elementari, non sentiva ragioni.

E’ decisamente meglio consolare, confortare, far sentire la propria presenza senza perdere la calma, non è semplice dopo una lunga giornata, ma, già il fatto di essere mamma, ti dà già le risorse che ti servono.

Per i papà il discorso è un po’ diverso, soprattutto per i primi anni di vita.
Famiglia e lavoro, all’inizio, sono più conciliabili, il papà trascorre, con i figli, qualche ora la sera e i fine settimana.
La situazione cambia quando cominciano ad essere più grandicelli, in età scolare. Ritagliare del tempo, per qualche attività occasionale solo con il papà, aiuta a rafforzare il rapporto.

Spesso accade che sia complicato trovare del tempo per i figli. Io, all’inizio, ho dovuto mettermi in discussione come genitore.
Il problema non era conciliare famiglia e lavoro, quanto il tempo che dedicavo a mia figlia, non mi dedicavo a lei a sufficienza.

Sport, tv, amici, mi toglievano tempo prezioso, anche per aiutare mia moglie nelle faccende domestiche, affinché avesse anche lei più tempo libero.

Al riguardo invece dell’orario di lavoro, per me, c’è un’errata concezione del rapporto efficienza e durata.
Famiglia e lavoro devono essere in perfetto equilibrio, questo non significa dedicare ad ognuno lo stesso tempo, ma lavorare dodici ore al giorno e dedicare alla famiglia solo mezz’ora, non è consigliabile.

Per farti riflettere su come famiglia e lavoro debbano essere in perfetta armonia, ti riporto due estratti che o trovato in rete, sono due semplici esempi, ma fanno riflettere più di mille parole. A fondo pagina ti metto i link dove puoi leggere gli articoli completi.


Bary Sherman, amministratore delegato dell’americana Pep Productivity Solutions, dice che i motivi non economici per i quali qualcuno lavora overtime sono due: «Il primo è che non vuole andare a casa e il secondo è che non sa come si lavora efficacemente».


Una volta ho parlato con un americano che aveva appena ottenuto un lavoro come manager di una società danese. Volendo dimostrare il suo valore, ha fatto quello che aveva sempre fatto, e cioè si chiudeva in ufficio per 60/70 ore a settimana. Dopo un mese, il suo direttore lo ha invitato a una riunione. Si aspettava di essere elogiato per il suo duro lavoro, ma invece gli è stato chiesto “Perché lavori così tanto? C’è qualcosa di sbagliato? Hai problemi a delegare? Cosa possiamo fare per risolvere questo problema? ” La differenza con gli Stati Uniti è forte, e molte aziende americane interpretano il superlavoro come segno di impegno. La stessa cosa succede in Italia purtroppo.


 

Inutile dire che i figli crescono in fretta, è un luogo comune ben conosciuto e collaudato, il tempo che ora non trascorrete con loro non lo ricupererete mai più.
Famiglia e lavoro in perfetto equilibrio, vuole essere un messaggio da portare quotidianamente nel proprio cuore.
Saranno i ricordi più belli che avrete quando i vostri figli usciranno con gli amici, quando li vedrete a pranzo e cena per poco tempo, non avrete nessun rimpianto: quando loro avevano bisogno della vostra presenza, voi c’eravate.

Nel prossimo articolo parleremo di libri, come aiutare i nostri figli ad appassionarsi alla lettura in modo semplice e divertente, senza imposizioni, perché possa diventare un’ abitudine.
Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

http://lettura.corriere.it/debates/il-buon-lavoratore-va-a-casa-presto/

http://happily.it/lavoro-danimarca/

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