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giocare è una cosa seria

GIOCARE CON I  FIGLI NON E’ SOLO UN MOMENTO DIVERTENTE E DI EVASIONE, PER UN BAMBINO IL GIOCO E’ UNA COSA SERIA! AIUTA I TUOI FIGLI A CRESCERE CON IL GIOCO.

Avete mai notato come giocano i bambini? Vi sembrano che prendano il gioco alla leggera? Come un momento divertente e di svago?
No, non è così, sono serissimi. Per loro il gioco è una cosa seria, ci mettono grande impegno.
In quel momento danno il meglio di loro, vogliono riuscire a fare bene, qualunque sia il gioco, sia esso  solitario che di gruppo.
Noi genitori abbiamo molto da imparare sul gioco e sul modo di giocare dei nostri figli.
E’ il momento in cui i nostri figli danno sfogo a tutta la loro creatività, è il momento nel quale imparano a fare molte cose, è un momento di socializzazione, è un momento in cui sbagliano e riprovano.
Giocare, noi genitori, spesso, lo vediamo come un momento “leggero,” quasi superfluo, oppure non gli diamo la giusta rilevanza. Ricordiamoci che il gioco è un’attività riconosciuta dall’Unicef  come diritto di ogni bambino.

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.Pablo Neruda

Come dobbiamo giocare noi genitori con i figli rispettando le loro esigenze?

Ecco 5 consigli per fare del gioco uno dei tanti momenti di crescita:

1. Il gioco è una cosa seria
2. Non intromettersi
3. Giochi costruttivi
4. Tra realtà e fantasia
5. In sicurezza

Abbiamo detto che giocare è una cosa seria per i bambini, non dobbiamo parlare del gioco in termini riduttivi, non si fa tanto per fare. Il bambino vuole riuscire bene perché si diverte solo se riesce a giocare bene.
I bambini, quando falliscono un gioco, non si fanno mille domande, non si auto colpevolizzano, provano, semplicemente, in un altro modo, seguono un’altra via per portare a compimento l’azione o qualsiasi altra cosa che devono fare.
Questa può essere la prima lezione che impariamo dal gioco e dai nostri figli, cioè adattarla alla nostra vita reale.
Impariamo da loro a non recriminare sull’errore, impariamo a provare in un altro modo.
Ti allego un link di un video di Julio Velasco, famoso allenatore di pallavolo in cui fa un interessante parallelo tra lo sport ad alti livelli e il gioco dei bambini.

Quando un bambino gioca da solo o più bambini giocano insieme, non dobbiamo sentirci in obbligo di intrometterci.
In questo “magico” momento i nostri figli non hanno bisogno di avere soluzioni, le stanno cercando da soli, sicuramente le troveranno.
Il bambino, in questi momenti, sta seguendo i propri istinti, sta sperimentando, l’intromissione di un adulto rischia di “inquinare” questo sano processo di crescita.
Ovviamente ad una richiesta di partecipazione, mamma e papà si devono rendere subito disponibili per condividere esclusivi momenti familiari e giocare con i figli.

La qualità dei giochi ha un ruolo fondamentale, ore davanti ai videogiochi non sono certo il massimo che possiamo concedere ai nostri figli.
Nemmeno i “giochi intelligenti,” cioè quelli che sviluppano le capacità logiche e motorie devono essere troppo presenti.
I migliori giochi sono quelli spontanei, quelli appunto che aiutano la creatività.
Come riconoscerli? Semplice, sono oggetti che nulla hanno a che fare con un gioco, facilmente riconoscibili da noi adulti quando ci sfugge la solita frase: “guarda con che cosa gioca…,” mentre l’ultimo gioco costoso comprato prende polvere in un angolo della casa.

Mi ricollego al consiglio precedente: quando giochiamo con i nostri figli, seguiamo le loro regole, specialmente con i bambini piccoli.
Se loro in una matita vedono un aereo noi che facciamo? Rimaniamo perplessi e insegniamo loro, per ore, cos’è un aereo? Assolutamente no!
Noi dobbiamo vederci un aereo, anzi due, esageriamo!
Il gioco non è logica, nemmeno rigore scientifico. Ti ricordo che Albert Einstein, ad un certo punto, quando era in difficoltà nei suoi studi sulla legge della relatività, ha immaginato di giocare a cavallo dei raggi solari.
Poi sappiamo tutti com’è finita.

Dunque, libertà di giocare  e interpretare, ma, mi raccomando, la sicurezza.
Coltelli, fili della corrente, prodotti di pulizia, medicine non devono stimolare la fantasia dei nostri figli.
Scherzo un po’ ma, mi raccomando, controllare senza stressare, troppi divieti creano insicurezza.

Nel prossimo articolo parleremo della figura del papà. Troppo spesso è la mamma che segue più da vicino i figli, vediamo il perché e come rimediare.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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