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impariamo a comprendere i disegni dei figli

I DISEGNI DEI FIGLI POSSONO CELARE INFORMAZIONI UTILI, DISEGNARE E’ UN MODO DI COMUNICARE. SIAMO PRONTI AD USARE QUESTA OPPORTUNITA’?

A prima vista possono sembrare degli scarabocchi, linee e cerchi incomprensibili, figure umane molto approssimative, un occhio il doppio dell’altro, la testa più grande del corpo.
Passa un po’ di tempo e migliorano le proporzioni, il tratto è più deciso, le casette sono più graziose e proporzionate agli alberi.
E’ chiaro che sto parlando dei disegni, la prima espressione d’arte dei nostri figli.

A chi non è mai capitato di accennare ad un sorriso e provare profonda tenerezza davanti ai capolavori dei nostri piccoli?
Poi, però, ce ne liberiamo, gettandoli nelle immondizie quando riordiniamo la stanza, senza dedicare loro del tempo per osservarli meglio.
Eppure i disegni contengono molte informazioni preziose sui nostri figli.
Essendo un mezzo di comunicazione, come il linguaggio parlato, i disegni esprimono sentimenti, disagi, emozioni e problemi, ma anche quanto c’è di positivo, come ad esempio lo stato di maturazione, l’integrazione in un gruppo di coetanei, i ricordi positivi e tanti altri aspetti della vita.

NON SONO SOLO DISEGNI

Ricordo i disegni  di un bambino di quando frequentavo  la scuola dell’infanzia. Quando si disegnava con la sua famiglia, lui era sempre dimezzato, si disegnava a fine foglio, tutto a destra, la sua figura era sempre incompleta.
Capite bene come, dei semplici disegni, possano dire molto di più di un bel discorso.

Quel bambino viveva sicuramente un disagio. Un approfondimento avrebbe potuto accertare che, probabilmente, non si sentiva pienamente accettato in famiglia, oppure il disegno esprimeva il desiderio di fuggire da continue liti familiari.

E’ comprensibile che un educatore attento o con una buona esperienza riesca a comprendere le dinamiche familiari, ma questo, vi assicuro, non avviene solo con i disegni.
Noi genitori potremo sentirci “osservati” all’interno del focolare domestico, vivendo, come una vera intrusione, quello che, per altri, non è altro che il loro lavoro.

C’è sempre un ma. Un educatore, una maestra o un professore, non sono giudici e sono a loro volta, molto probabilmente, genitori.
I nostri figli, spesso, esprimono dei disagi per delle situazione che,  noi genitori, spesso ignoriamo completamente.
E’ successo anche a me di “cadere dal pero”. Sottovalutare o travisare un bisogno è una cosa molto comune, ma questo non fa di noi dei cattivi genitori.

Che siano comportamenti, atteggiamenti o disegni, ricordiamoci che sono dei modi di esprimersi dei nostri figli, un aiuto in più che abbiamo per il nostro ruolo. Poco importa se l’informazione arriva da una maestra o una professoressa, l’importante è che arrivi e che ci aiuti a comprendere meglio i nostri figli.
Per chi vuole approfondire la materia e comprendere meglio i disegni  dei propri figli, può cliccare su questo link, dove alcuni psicologi ci spiegano bene e in modo semplice.

Nel prossimo articolo parleremo del bullismo, un argomento, purtroppo, sempre più di attualità.
Una piaga sociale che non va sottovaluta, ma combattuta da genitori, scuola e società.
Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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