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LITIGARE È RAGGIUNGERE UN’ARMONIA FAMILIARE

LITIGARE CON I FIGLI NON È SEMPRE NEGATIVO, MA C’È UN MODO CORRETTO E COSTRUTTIVO PER FARLO. UNA FAMGILIA NON CRESCE, SE NON HA MAI MOMENTI DI CONFRONTO

 

“Litigare è spiegare in modo complicatissimo e a voce alta cose semplici da dirsi sottovoce.”
Erich Fromm

Litigare non è mai bello, si vorrebbe che non accadesse mai, ma, incomprensioni, malintesi e attimi di tensione sono all’ordine del giorno.
Prima o poi capita con tutti: amici, parenti, partner e colleghi. Capita anche con i nostri figli, ma noi genitori lo percepiamo in modo diverso.

Questo perché tendiamo a porci in una posizione di superiorità e vantaggio, ci diamo automaticamente un’autorità: “io sono il genitore e so cosa bisogna fare!”.
Questo tipo di atteggiamento lo viviamo in modo più o meno consapevole.
Poco importa se si tratta di un bebè o di un adolescente, quando si tratta di litigare, ci diamo una certa autorità, quasi fossimo sempre in possesso della verità assoluta in qualsiasi campo.
In realtà, un atteggiamento “leggermente”  autoritario è lecito, quello che non è lecito è, invece, comunicare sani principi in modo sbagliato.

“Non è ciò che hai detto, ma come l’hai detto!”

Questa frase viene pronunciata molto spesso tra marito e moglie, anche se è un litigare diverso, ma è altrettanto valida nei confronti dei nostri figli, anzi per tutte le presone con le quali ci rapportiamo.
Ricordiamoci che, anche se abbiamo ragione in modo palese, è un attimo passare dalla parte del torto. Chi scrive, ha vissuto questa esperienza, più volte, sulla propria pelle.

“Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola.”
François de La Rochefoucauld

LITIGARE E RIPARARE

Non siamo macchine, siamo fatti di carne ed ossa ed emozioni. Capita di litigare e trasformare l’armonia familiare in un calderone bollente, presi dall’ira rischiamo di urlare e infliggere punizioni esagerate.
Il seguito lo conosciamo molto bene, ognuno in una stanza diversa, chiuso nel proprio silenzio e musi lunghi. Si fanno pensieri negativi, si vive un certo disagio, ciascuno rielaborando, a proprio modo, l’accaduto.

COSA ACCADE IN SECGUITO?

Potremo scegliere di rimanere inflessibili mantenendo le nostre  posizioni e continuare a litigare, oppure potremo ritornare sulle proprie decisioni e perdonare, togliendo o riducendo la punizione.
C’è una cosa, però, che raramente facciamo, oppure non le diamo la giusta importanza, è il sale di ogni litigio e incomprensione: riparare.

PERCHÉ BISOGNA RIPARARE?

Riparare è argomentare. Tornare e rivivere ciò che è successo, spiegare perché abbiamo ritenuto il comportamento dei nostri figli poco consono, spiegare perché abbiamo perso la calma e abbiamo detto parole che, in realtà, non pensiamo.
Attenzione! Riparare non vuol dire far finta di niente e che tutto finisca con una pacca sulla spalla. Se abbiamo deciso di punire, non facciamo marcia indietro ora, spieghiamo la punizione e, soprattutto, facciamo in modo che non sia esagerata.
Il ruolo del genitore non deve risultare sminuito per la perdita di pazienza ma, allo stesso tempo, siamo chiamati a consolare, far comprendere che una punizione non deve minare la pace dell’intera famiglia.

SPIEGARE MA NON ESAGERARE

È importate non argomentare eccessivamente il perché delle nostre scelte, i figli si adattano molto velocemente alle situazioni e, come ben sappiamo, agiscono per emulazione. Nello stesso modo in cui noi spieghiamo loro le nostre scelte, loro imparano a farlo per le loro esigenze, o per giustificarsi certi comportamenti.
Non è semplicissimo tenere un giusto equilibrio tra le due cose, ma rientra nei nostri compiti.

Nel prossimo articolo parleremo della sicurezza domestica, come prevenire i rischi senza esagerare e limitare la vivacità dei nostri figli.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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