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sicurezza domestica e bambini mai esagerare

NOI GENITORI SIAMO MOLTO ACCORTI NEL PROTEGGERE I NOSTRI FIGLI DAI PERICOLI, A VOLTE RISCHIAMO DI ESAGERARE CON LA SICUREZZA DOMESTICA

Quando si affronta l’argomento sicurezza domestica dei figli, si pensa sempre ai più piccoli.
Prese della corrente, piani di cottura, terrazze, angoli dei tavoli, scale, elettrodomestici, prodotti per la pulizia, … le insidie, indubbiamente, non mancano.

La sicurezza domestica riguarda i figli piccoli, quelli più grandicelli e anche noi adulti. La casa è fonte, purtroppo, di molti incidenti più o meno gravi.
I dati dell’organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro, il maggior numero di incidenti sono dovuti a cadute e scivolamenti per lo più su pavimenti, scale o altri elementi strutturali.

SICUREZZA DOMESTICA, DA DOVE INIZIARE?

Parlo spesso di abitudini, quindi iniziamo proprio dall’inizio, quando i figli sono ancora molto piccoli e iniziano a gattonare per casa.
Se iniziamo da subito, riusciremo a gestire la sicurezza in futuro, senza dover sembrare maniaci del protezionismo ed essere paranoici nei confronti dei nostri figli.
Potrei iniziare con una bella lista di suggerimenti, ma non amo esagerare. La sicurezza domestica non deve impedire ai figli di esplorare e di muoversi liberi.

I rischi aumentano quando i bambini sono da soli, quando i genitori sono distratti o non presenti perché in un’altra stanza, o semplicemente perché, in quel momento, voltano lo sguardo da un’altra parte.
È proprio per queste eventualità che mettiamo in atto decine di  stratagemmi per rendere la vita dei nostri figli più sicura.
Riempiamo la casa di copri fori per le prese della corrente, proteggiamo ogni angolo dei mobile con paraspigoli, blocchiamo i cassetti in modo che non si aprano, mettiamo la serratura perfino al water, blocchiamo le scale con cancelletti di legno e ci muniamo di rilevatori di fumo e gas.

QUANDO SI ESAGERA CON LA SICUREZZA DOMESTICA

Smentisco subito questo titolo. Esagerare per proteggere i propri figli è amore,
ma attenzione, bisognerebbe farlo con discrezione, potremo andare incontro a ben altri problemi.
Rischiamo di avere un approccio ossessivo, incontrollato. Fare attenzione non deve togliere la libertà. Non possiamo rimanere sempre nelle vicinanze come delle guardie del corpo, rischieremo di trasmettere insicurezza e di conseguenza i figli crescerebbero con poca fiducia in se stessi.
Trasmettiamo spesso le nostre paure, senza rendercene conto, involontariamente,
pensando di fare la cosa giusta.
Non rischiare nulla è impossibile. Cadere sul tappeto di casa non è un dramma, non è una questione di sicurezza domestica, eppure, spesso, siamo lì pronti ad evitare che accada, trasmettendo ancora una volta insicurezza.
Cadere e rialzarsi aiuta a sviluppare l’autostima.

RICONOSCERE I PERICOLI REALI

Alcuni pericoli sono reali o sono solo le nostre paure?
Questa è una buona domanda da fare a noi stessi. Spesso le nostre intenzione sono buone ma dobbiamo stare attenti a non trasmettere le nostre paure ai figli.
Dietro la paura c’è il desiderio che non accada mai qualcosa di pericoloso, quindi ci si attiva per evitare pericoli ed imprevisti.
Una volta raggiunto l’obiettivo, siamo più tranquilli e passiamo all’azione, in altri casi, però, succede che non intraprendiamo nessuna azione per timore.
Questo si manifesta, soprattutto, con i bambini più piccoli, a loro non resta altro che attirare l’attenzione dei genitori.

Questa dinamica è corretta a patto che non diventi un’abitudine, si rischia di rendere i figli troppo timorosi nei confronti della vita e degli altri. Bisogna tenere ben presente che una paura non va mai negata, la paura non va nascosta, va affrontata e superata!
La paura è un’emozione, non può esserci coraggio se non c’è paura.

Nel prossimo articolo parleremo della stanza dove dormono i nostri figli, c’è troppo disordine? Ogni volta che entriamo proviamo la sensazione di caos?
Agiamo fin da piccoli, eviteremo di dire, in futuro: “questa casa non è un albergo”!

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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