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7 CONSIGLI PER SCEGLIERE LO SPORT GIUSTO

“Lo sport è maestro di vita”, quante volte abbiamo sentito questa frase? Moltissime! Forse l’abbiamo sentita talmente tanto, che la diamo per scontata ma, soffermiamoci un attimo sul vero significato: perché è “maestro di vita”?
Probabilmente anche le risposte le abbiamo già sentite molte volte: ci insegna la disciplina, ad essere costanti (negli allenamenti), il rispetto delle regole e degli avversari, salda le amicizie, ci insegna a soffrire e ci regala molte emozioni.
Mi sembra non sia poco, la lista potrebbe addirittura essere più lunga, lo sport in breve aiuta a crescere i nostri figli, ed è un nostro prezioso alleato.

Ma quale sport scegliere per i nostri figli? Decidono i genitori o i figli quale sport praticare? A che età iniziare a fare uno sport a livello agonistico?
Ecco sette utili consigli per fare dello sport un vostro alleato nell’educazione e nella crescita dei nostri figli:
1. Bambini sempre più sedentari, lo sport corre in nostro aiuto
2. Rispettare l’età
3. Decidono i figli
4. Il risultato non conta
5. Un genitore non tifa
6. Lo sport non è solo attività fisica
7. Consultare il pediatra

“Gli Stati membri riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.”

Questo è il primo articolo dell’ Unicef della Convenzione sui Diritti dell’infanzia.
Lo sport indubbiamente rientra tra queste attività.
La nostra è una società sempre più sedentaria, questa tendenza coinvolge anche i nostri figli.
Le ore che trascorrono seduti sono molte e a volte non ne abbiamo la misura; la mattina sono seduti a scuola, nel pomeriggio sono seduti a fare i compiti, la sera sono davanti la tv, senza contare i videogiochi e il computer.

La pratica di uno sport diventa fondamentale, aiuta lo sviluppo fisico e la socializzazione con altri bambini.
Ricordiamoci che lo sport è divertimento e gioco, come detto in precedenza è una attività ricreativa, è un momento di evasione per i nostri figli, una valvola di sfogo da scuola e compiti, dare importanza ai tempi e i risultati aumenta lo stress e la pressione.
Per le prestazioni aspettiamo che crescano e che facciano parte di una squadra agonistica.

La scelta dello sport da praticare è meglio lasciarla ai figli, capita che si appassionano ad uno sport che piace o pratica uno dei genitori, ma in questo caso è un sano contagio.
Le imposizioni sono sempre da evitare, la capacità di scegliere responsabilizza il bambino, lo fa sentire importante e sicuro nei propri mezzi.
Se dovesse scegliere uno sport che i genitori non reputano adatto: troppo costoso, impianti troppo lontani da casa, è molto meglio incoraggiare e coinvolgere, scegliendone uno più adatto tra due o tre tipi.
Lo sport per i bambini, abbiamo detto, è un momento di evasione, di divertimento, quindi le prestazioni non devono neanche essere prese in considerazione.
Spesso, noi genitori, cadiamo nel tranello che lo sport insegna a “vincere nella vita”,
oltre a non essere vero, creiamo le basi di una filosofia sbagliata: “vincere ad ogni costo”, anche se in modo poco o per nulla etico.
Inoltre, se i risultati non dovessero arrivare, si attiva uno stato di insicurezza, di fragilità e viene a mancare l’autostima.
Anche se uno sport viene praticato non agonisticamente, ci sono comunque delle competizioni, gare o partite.

Una preziosa regola, per noi genitori, è quella di non tifare. Se pretendiamo di insegnare e trasmettere i veri valori dello sport, dobbiamo tifare per entrambe le squadre, sono tutti ragazzi che danno il meglio di loro.
Purtroppo non è difficile trovare casi di cronaca dove i genitori non danno per nulla il buon esempio, inveendo contro arbitri o allenatori, non trovandosi d’accordo con alcune decisioni prese.
Congratularsi in caso di vittoria è normale e doveroso, sostenere e incoraggiare in caso di sconfitta deve essere altrettanto naturale.

Lo sport non è solo attività fisica, è socializzare e affrontare le proprie paure, per questo motivo è importante che sia il bambino a sceglierlo, anche provando, se necessario, per un periodo, più tipi di sport.
Una cosa molto importante da tener conto è la personalità del proprio figlio.
Un bambino timido e insicuro è meglio che cominci con uno sport individuale, in uno sport di squadra avrebbe più difficoltà, dovrebbe continuamente confrontarsi con personalità più esuberanti.
Prima delle scelta dello sport giusto è sempre meglio sentire il parere del pediatra,
sicuramente saprà valutare , in base alla conformazione fisica del bambino, su quali sport indirizzarsi.

Nel prossimo articolo parleremo dell’esempio, non deve essere una spada di Damocle sulla testa dei genitori, educare deve essere una gioia, non ci sono ne voti e tantomeno giudizi.

Un abbraccio a tutti i genitori.
Claudio De Cassan
Autore del libro “Il bosco e le sue avventure”.

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